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Calendario eventi

Itinerari, sentieri e rifugi

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Il rifugio alpino Monza-Bogani

 

 

Il rifugio Monza-Bogani sorge in un bosco di larici a 1816m di quota, nel comune di Esino Lario. È il primo rifugio aperto sulle Grigne: venne inaugurato dal Cai nel 1906 come Capanna Monza, distrutta durante la seconda guerra mondiale in quanto rifugio di partigiani. Ricostruita nel dopoguerra, oggi offre piatti della tradizione locale utilizzando i prodotti freschi dell'alpeggio del Moncodeno e può ospitare per la notte una cinquantina di persone.

 

Museo delle Grigne

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Il Museo delle Grigne

 

 

Il Museo delle Grigne è il museo civico di Esino Lario e contiene collezioni che danno in chiave locale il senso degli eventi geologici e della storia dell’uomo.

Luoghi della cultura

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Le ville di prestigio

 

 

Sin dalla fine dell'Ottocento Esino Lario è stata meta di viaggio, dapprima per i geologi che si recavano in Grigna alla ricerca dei fossili presenti su queste montagne, e successivamente, a partire dagli anni 1960, dai villeggianti che dall'area milanese passavano le loro vacanze a Esino Lario, tanto che il paese divenne noto come "La Perla delle Grigne". Molte ville furono fatte costruire qui dai villeggianti più facoltosi.

 

Flora e fauna delle Grigne

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Animali e piante del Parco regionale della Grigna Settentrionale

 

 

Esino Lario è l'unico comune interamente inserito nel Parco della Grigna Settentrionale, che si estende tra il Lago di Como e le Orobie attorno al massiccio delle Grigne, tra i 500 e 2409 m di altitudine. Il paese si trova sul versante che si affaccia sul Lario e che gode delle temperature miti dovute alla vicinanza del lago, il versante orientato verso la Valsassina presenta invece un clima più tipicamente alpino. Tale varietà di habitat e condizioni climatiche favorisce la presenza di un elevato numero di specie animali.

 

Grotte

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Le grotte delle Grigne

 

 

Molti tra gli escursionisti, alpinisti e scialpinisti che ogni anno e in ogni stagione percorrono la Grigna Settentrionale si saranno chiesti quanti siano e dove portino gli innumerevoli buchi che ne costellano la superficie. Formate dalla reazione chimica di acque rese acide dalla CO2 sulle rocce calcaree e dolomitiche delle Grigne, alcune di queste grotte hanno sviluppi di diversi chilometri, e profondità che superano i 1000 m: questo fa del Grignone una delle aree carsiche più importanti d’Italia, con alcune delle grotte più profonde d’Europa.

 

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