La Signoria (La guerra contro Venezia); la dominazione spagnola

 

 

Nella prima metà del Quattrocento la politica di espansione di Venezia conduce a urti armati con Milano e il territorio del Lario Orientale ne è largamente interessato. Anche quando, morto l'ultimo Visconti, il ducato passa agli Sforza, la lotta continua.

 

 

 

Nella prima metà del Quattrocento la politica di espansione di Venezia conduce a urti armati con Milano e il territorio del Lario Orientale ne è largamente interessato. Anche quando, morto l'ultimo Visconti, il ducato passa agli Sforza, la lotta continua. Mentre nella Valsassina, caduta per tradimento la Rocca di Baiedo, cade in mano veneziana, Esino e la Muggiasca si mantengono fedeli a Milano, respingendo, il 22 gennaio 1453, un poderoso assalto dei nemici che volevano raggiungere la riviera del lago.

La guerra si conclude nel 1454, dopo la riconquista della Rocca di Baiedo con il trattato di Lodi, a cui seguirono 50 anni di pace, durante i quali l'economia fiorisce e raggiunge grande sviluppo la produzione del ferro, cavato nell'Alto Varrone. Esino faceva parte della squadra dei monti, fornendo carbone tratto dal legname dei suoi boschi per i forni fusori della Valsassina.

Nei primi decenni del secolo XVI, il Lario orientale è corso dagli eserciti impegnati nella contesa tra Francia e Spagna. Un avventuriero, Gian Giacomo Medici, detto il Meneghino, tenta di costituirsi un principato sul Lario e con una flotta tiene a lungo in scacco le forze di Francesco II Sforza. Bellano viene saccheggiata e imperversa la carestia in ogni villaggio. Morto senza eredi il duca, il milanese passa agli spagnoli nel 1535. Seguono due secoli di progressivo decadimento: le carte valsassinesi e di Esino rivelano miseria, soprusi, ruberie e ingiustizie. L'unico bagliore di luce sono le due visite pastorali del Carlo Borromeo: S.Carlo sale a Esino nel 1565 e nel 1582; di lui si tramanda ancora il ricordo.

La peste del 1630 miete molte vittime in Valsassina; cinquanta nella sola Esino. Lungo il restante del secolo, poi, è un continuo stillicidio di morte per stenti e per fame. Nella seconda metà del 1600, nonostante gli antichi privilegi, la Valsassina diviene feudo camerale e, sempre osteggiati, per un secolo i conti Monti riscuotono le gabelle.

Fonte Wikipedia, nell'immagine: atto privato datato 1697, Archivio Pietro Pensa

 

 

 

 

 

 

 

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